Mister Piccoli Amici: Andrea Visnadi

Dodici domande per conoscere meglio l'istruttore dei Piccoli Amici 2009, 2010 e 2011 dello Spartak San Damiano.


Che gruppo e che categoria allenerai questa stagione?

Allenerò la categoria Piccoli Amici, annate 2009/2010/2011.

 

Da quanti anni sei allo Spartak?

Questo è il mio terzo anno da allenatore nella società Spartak, tutti quanti nella categoria Piccoli Amici.

 

Dov'è stata la tua prima esperienza da allenatore?

Quella iniziata due anni fa è la mia prima e unica esperienza. In passato, ormai dieci anni fa, ho fatto l'aiuto allenatore nella categoria Esordienti per due anni, sempre per lo Spartak.

 

Un calciatore che hai allenato e che ricordi con più piacere?

Fino ad ora, limitandomi ad allenare nella categoria Piccoli Amici, ricordo con piacere tutti i bimbi che ho conosciuto in questi anni, qualcuno più vivace, qualcun'altro più attento, chi portato per lo sport e chi meno, ma tutti lasciano qualcosa di positivo e hanno possibilità in egual misura, crescendo, di togliersi belle soddisfazioni nel mondo del calcio.

 

Giocatore famoso che non dovrebbe mai mancare nella tua squadra ideale?

Mi piace molto Andrea Pirlo. Non è che ci sia molto da allenare in questo caso, però credo serva in ogni squadra un giocatore con le sue caratteristiche: posizione, tecnica, intelligenza tattica e saper essere leader di una squadra senza esser mai sopra le righe. E poi osservarlo giocare è un piacere per qualsiasi appassionato, tifoso o allenatore.

 

Allenatore famoso che ammiri?

Carlo Ancelotti. Mi piace come giocano a calcio le squadre, sa rinnovarsi e cercare soluzioni innovative per i suoi giocatori e ammiro il fatto che sa farsi amare dai giocatori mantenendo sempre un atteggiamento pacato e sereno. Essendo tifoso juventino in questi anni ho anche imparato ad apprezzare Allegri, grazie alla strategia e a calcoli ragionati dimostra che ogni squadra può raggiungere qualsiasi obiettivo andando oltre quelle che sono le proprie possibilità.

 

Uno o più colleghi dello Spartak su cui vuoi fare due parole?

Non posso che citare Valter, Enzo e Daniele che insieme a me allenano la categoria Piccoli Amici e in questi anni son stati per me preziosi. Ho imparato molto osservando il loro comportamento coi bambini: sono preparati, attenti, disponibili e credo condividano lo stesso mio modo di pensare per quanto riguarda l'insegnamento e l'educazione dei bambini che alleniamo. Le stesse caratteristiche credo le posseggano anche tutti gli altri Mister dello Spartak nelle diverse categorie.

 

Un giovane giocatore del Settore Giovanile gialloblù che non alleni e ti piacerebbe allenare un giorno?

Ho avuto modo di conoscere Fabio Trinchero (detto "Fabione") che ci fornisce sempre il suo prezioso aiuto durante gli allenamenti. Credo che ogni Mister ambisca ad avere ragazzi che come lui ci mettono passione, rispetto ed impegno. I risultati poi si vedono durante le partite.

 

Un tuo pregio da allenatore?

Cerco sempre di dare il meglio per curare i dettagli e prestare la massima attenzione in egual misura per ciascun bambino durante l'allenamento.

 

Un tuo difetto?

Il ritardo agli allenamenti! Purtroppo a causa del lavoro non sempre riesco a curare la preparazione di inizio allenamento come vorrei. Per fortuna ci sono ottimi colleghi sempre disponibili a sostituirmi all'occorrenza. 

 

Il momento più bello da allenatore che hai mai vissuto?

Il torneo di Nizza svolto quest'anno in primavera, non tanto per l'ottimo risultato ottenuto ma perché è stato il momento cruciale in cui si è visto che ogni bambino ha fatto il salto di qualità mettendo a frutto ciò che aveva acquisito durante l'anno grazie agli allenamenti.

 

Sogno nel cassetto da allenatore?

Il mio sogno nel cassetto è che in futuro a capo delle Federazioni e dei Settori Giovanili ci siano persone competenti ma completamente estranee al mondo del calcio. Credo che solo in questo modo si riescano ad ottenere idee nuove e rivoluzionarie che portino questo bellissimo sport ad essere una scuola per ogni ragazzo affinché diventi un uomo con valori e principi ancor prima che un campione.


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